Hans Thorkild - Ritorno in Norvegia - Isbn: 978-88-98899-99-9

Autore : Roberta Strano
Anno di produzione : 2015
Casa Editrice : Twins Edizioni
Genere letterario : Narrativa - Storico
Formato : Cartaceo
Quarta di copertina
Altre Notizie : Cover by CasperArt


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L’imbarcazione prendeva lentamente il largo, diventando sempre più piccola e scura contro l’orizzonte, ma Angel non poteva restare così, a guardare il suo amore fuggire lontano senza tentare di fermarlo con tutte le forze che le restavano. 

Entrò in acqua, avanzando in quell’immenso volume del mare; non le importava di affogare, ora non più. La sua bocca affiorava ancora e poteva lanciare al cielo le note del suo nome, chiamarlo con la voce che le morì nella gola quando si accorse che non sarebbe più riuscita a raggiungerlo. 

Fu il caro Andrew a rincorrerla e trattenerla, impedirle che si lasciasse sprofondare in quell’acqua salata che, crudele, la separava da Hans. Ella si divincolò disperata, tentò di liberarsi da quella stretta amica ma, alla fine, vinta vi cedette. 

Allora gli occhi le si riempirono di lacrime, gocce che svanirono tra quelle innumerevoli del mare, ripensò alla lettera con cui egli, l’uomo che amava, le aveva detto addio confidandole il suo amore per un’altra, rivelandole che non era più suo; già lontano con lo spirito, tra poco lo sarebbe stato anche con il corpo, irraggiungibile. 

Andrew guardava quel volto sfigurato dal dolore, un dolore grande, impenetrabile, e rimase per un attimo sospeso fra la voglia di tacere la verità e il dovere di raccontarle tutto, di far sì che ella sapesse e si rassegnasse alla sua triste sorte. 

La portò fuori dall’acqua, inerme e gelata, la asciugò come me glio poté.

Quegli occhi spauriti lo facevano esitare, gli infondevano un senso di smarrimento e non sapeva se avrebbe, alla fine, trovato il coraggio. Ma si risolse; troppa pietà le suscitava quella fanciulla innamorata. Le strinse le piccole mani, tanto minuscole che sparivano come le zampine di un passero nel suo palmo grande e disse: «Angel, voi non sapete fin dove si è spinto Hans, cosa è stato capace di farvi. Mi ha persino chiesto di celare il suo segreto, e io per proteggervi ho mentito. Ma adesso è giusto che voi sappiate: spero che, così, vi sarà più facile dimenticarlo».

Ella tremava, gli occhi spalancati, la testa che faceva “no” debolmente, appena, come un’oscillazione che mostrava ancora una volontà, una coscienza.

I capelli rossi, arruffati dal vento, le lambivano il viso. Mille pensieri attraversavano la sua mente. Cosa mai poteva essere accaduto oltre a ciò che già sapeva? 

Hans Thorkild, ritorno in Norvegia, secondo libro di una saga in tre tempi, è un romanzo storico sentimentale, ambientato negli anni 1067-1071, durante il regno di Guglielmo il Conquistatore in Inghilterra e di Sweyn II in Danimarca, nel quale si alternano personaggi storici realmente esistiti ad altri di pura fantasia. Si propone come uno spaccato di vita dell’epoca medievale. Racconta dei fasti, ma anche del tramonto dell’età dell’oro vichinga.

Il protagonista è il conte norvegese Hans Thorkild, un giovane bello e affascinante. Vichingo atipico e ribelle, egli ama il suo popolo, la sua incantevole terra, dalla natura selvaggia e incontaminata, ma non la guerra, l’odio e lo spargimento di sangue.

È un’ opera che parla al cuore interrogando le coscienze sui limiti ma anche sulle potenzialità pressoché infinite dell’Amore.

L’aspetto più intrigante è senza dubbio l’esplorazione dei confini dell’ignoto, fino a includere ciò che sfugge al razionalismo moderno-contemporaneo, ma che era peculiare della cultura e della civiltà del Medioevo europeo, dove il sovrannaturale veniva vissuto come dimensione assolutamente realistica e “presente” nella sfera del quotidiano.

Tutta la narrazione è scandita da sogni premonitori, elementi esoterici e magici, che rinviano ai riti e ai miti ancestrali della Vecchia religione sciamanica, l’antenata della stregoneria medioevale, riti e miti facilmente rintracciabili anche nel paganesimo nordico e nella complessa spiritualità scandinava. Il cognome di Hans, Thorkild, allude chiaramente alla nota divinità nordica del tuono, Thor, personificazione della forza.

Il romanzo si fa anche portavoce di valori importanti come l’amore, l’amicizia, la lealtà, il coraggio. E vuole anche educare alla storia, una parte di storia non molto conosciuta in Italia. I personaggi si muovono poi in una cornice da sogno, in Norvegia, Scandinavia, con la sua natura selvaggia e incontaminata dove spesso gli elementi naturali rispecchiano i sentimenti e gli stati d’animo degli stessi personaggi.

-Booktrailer

-Recensione di Katia Belloni